Relazione Anticorruzione

 

A.S.P. Casa di Riposo e Pensionato Imperia

Via G. Agnesi, 25 – tel. 0183 293.628 – fax 0183 294.951

18100 IMPERIA

 

 

 

PIANO TRIENNALE DI PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE

TRIENNIO 2017/2019

(Ai sensi dell’art. 1, comma 7, della Legge 190/2012)

 

 

 

 

Premessa

 

Il presente Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione (P.T.P.C.) viene redatto secondo le indicazioni della Legge 190/2012, della circolare 1/2013 del Dipartimento della Funzione Pubblica, della Deliberazione ANAC n. 72/2013 di approvazione del Piano Nazionale Anticorruzione, e della determinazione ANAC n. 12 del 23 ottobre 2015 “Aggiornamento 2015 al Piano Nazionale Anticorruzione”.

 

Il Consiglio di Amministrazione ha approvato il presente P.T.P.C. con Deliberazione n. 20 del 7/12/2017

Attraverso l’adozione del P.T.C.P. si introducono strategie e strumenti volti a pervenire e contrastare il fenomeno della corruzione, promuovendo la diffusione della cultura della prevenzione dei  comportamenti corrotti e dell’etica dell’azione amministrativa, garantendo la trasparenza dell’azione amministrativa e l’efficacia dei controlli interni.

 

1.Il contesto e le competenze fondamentali dell’ASP Casa di Riposo Imperia

La Casa di Riposo Imperia, avente natura giuridica di A.S.P. è stata istituita con Decreto del Presidente della Giunta Regionale n. 2102 del 7/06/1973. Con D.G.R. n. 1612 del 16/12/2003 l’Ente Casa di Riposo si è trasformato in Azienda Pubblica di Servizi alla Persona.

Lo scopo istituzionale dell’Ente concerne gli interventi assistenziali e servizi socio integrati a favore di persone anziane in stato di autosufficienza e non per garantir loro una migliore qualità di vita. E’ governata da un Consiglio di Amministrazione composto da cinque membri, nominati dal Sindaco, dalla Curia e dalla Regione.

 

2.La procedura di redazione del piano

La redazione del presente documento è stata curata dal Direttore, nominato responsabile della prevenzione della corruzione con Delibera n. 20 del 7/12/2017

Si è proceduto all’analisi dell’organizzazione, delle sue regole e prassi di funzionamento, e all’analisi delle aree considerate a rischio dalla normativa oltre che all’individuazione di ulteriori attività e procedimenti caratterizzanti l’attività svolta dall’Istituto che per loro natura possono rappresentare una propensione al rischio.

Il P.T.P.C. approvato viene pubblicato sul sito web dell’istituto.

 

3.I controlli

Nella prospettiva del contrasto della corruzione, il tema dei controlli sull’organizzazione e sulle attività dell’amministrazione si pone da un lato come filtro preventivo e dall’altro come verifica successiva dell’operato.

L’attività di controllo e di valutazione della gestione operativa è volta ad assicurare il monitoraggio e la verifica della realizzazione degli obiettivi e della efficace, efficiente ed economica gestione delle risorse, nonché in generale, l’imparzialità ed il buon andamento dell’azione amministrativa e su quella dei servizi.

Il sistema di controllo interno deve:

  • Assicurare, attraverso il controllo di regolarità tecnico amministrativa, la legittimità e la correttezza dell’azione amministrativa;
  • Verificare, l’efficienza e l’economicità dell’azione amministrativa al fine di ottimizzare, anche mediante tempestivi interventi, il rapporto tra costi e risultati;
  • Assicurare il controllo degli equilibri finanziari ed economici della gestione.

In considerazione dell’attività assistenziale svolta, di non minore importanza è il controllo della qualità dei servizi svolti. Il controllo sulla qualità dei servizi è svolto secondo le modalità definite dall’Istituto, in funzione della tipologia dei servizi e tali da assicurare comunque la rilevazione della soddisfazione dell’utente, la gestione dei reclami e il rapporto di comunicazione con i cittadini.

 

4.Individuazione delle aree e delle attività con rischio di corruzione

Il P.T.P.C. può essere definito come lo strumento per porre in essere il processo di gestione del rischio nell’ambito delle attività amministrative svolte dall’Ente. Il processo di gestione del rischio  definito nel presente piano recepisce le indicazioni metodologiche e le disposizioni del P.N.A.

  1. Analisi delle aree e mappatura dei processi

Il P.N.A. prevede che la fase inziale del processo di gestione del rischio sia dedicata all’analisi di tutte le aree di rischio e alla mappatura dei processi, intendendo come tali “quell’insieme di attività interrelate che creano valore trasformando delle risorse in un prodotto destinato ad un soggetto interno od esterno dell’amministrazione. Il processo che si svolge nell’ambito di un’amministrazione può essere da solo portatore al risultato finale o porsi come parte o fase di un processo complesso, con il concorso di più amministrazioni. Il concetto di processo è più ampio di quello di procedimento amministrativo e ricomprende anche le procedure di natura privatistica”.

L’identificazione dei processi è una fase complessa, che richiede un forte impegno e un grande dispendio di risorse dell’amministrazione e dell’organizzazione.  In questa sede, in considerazione delle esigue risorse umane a disposizione, tenuto conto delle indicazioni contenute nella Determinazione ANAC n. 12 del 28 ottobre 2015, si è ritenuto di semplificare tale fase, indicando per ciascuna area oggetto di analisi il macro processo o le fasi aggregate di processo.

Attività di cui all’art. 1, comma 16 della Legge n. 190/2012 – La norma citata ha individuato alcune aree di rischio e i relativi procedimenti per le quali le Amministrazioni sono tenute ad assicurare livelli essenziali delle prestazioni erogate, ai fini della trasparenza e di prevenzione e contrasto della corruzione e della cattiva amministrazione:

  1. Area: Concorsi e prove selettive per l’assunzione del personale e progressioni di carriera di cui all’art. 24 del D.lvo 150/2009;
  2. Area: scelta del contraente per l’affidamento dei lavori, forniture e servizi, anche con riferimento alla modalità di selezione prescelta ai sensi del codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al D.lgs n. 163/006;
  3. Area: concessione ed erogazione di sovvenzioni, contributi, sussidi, ausili finanziari, nonché attribuzione di vantaggi economici di qualunque genere a persone ed enti pubblici e privati; (fattispecie non presente all’interno dei procedimenti dell’Ente);
  4. Area: Autorizzazioni o concessioni (fattispecie non presente all’interno dei procedimento dell’Ente).

 

4.2Altre attività a rischio di corruzione

In considerazione della particolare attività svolta dall’Ente (assistenza residenziale ad anziani non autosufficienti) sono state individuate alcune ulteriori aree e procedimenti che possono presentare una propensione al rischio per:

  • Coinvolgimento di utenti esterni;
  • Discrezionalità nel riconoscimento del diritto alle prestazioni.

E’ stato quindi valutato se altri procedimenti, oltre a quelli elencati nella norma di cui al punto precedente, presentano le predette caratteristiche e pertanto possano essere qualificati a “rischio di corruzione”.

4.3La valutazione del rischio

Per ciascun rischio dei procedimenti/processi che, in esito all’attività ricognitiva sopradescritta, sono stati qualificati “a rischio corruzione” è stata effettuata la valutazione del grado di rischio insito.

Il grado di rischio è espresso con un punteggio numerico che indica la potenzialità che si verifichi un evento corruttivo e/o un episodio di illegalità. Per la sua misurazione sono stati utilizzati i criteri proposti nell’allegato 5 del P.N.A. che considerano sia la probabilità (frequenza di verificazione) sia l’impatto (importanza delle conseguenze) del rischio.

La probabilità del verificarsi di ciascun rischio, intesa quindi come frequenza, è valutata prendendo in considerazione le seguenti caratteristiche del corrispondente processo:

  • Discrezionalità;
  • Rilevanza esterna;
  • Complessità;
  • Valore economico;
  • Frazionabilità;
  • Efficacia dei controlli;

L’impatto è considerato sotto il profilo:

  • Organizzativo;
  • Economico;
  • Reputazionale;
  • Organizzativo, economico e sull’immagine.

Il livello di rischio è rappresentato da un valore numerico costituito dal prodotto del valore assegnato alla frequenza con il valore assegnato all’impatto:

 

Valori e frequenze delle probabilità

 

Valori e importanza dell’impatto

0

Nessuna probabilità

0

Nessun impatto

1

Improbabile

1

Marginale

2

Poco probabile

2

Minore

3

probabile

3

Soglia

4

Molto probabile

4

serio

 

5

Altamente probabile

5

Superiore

 

           

 

La ponderazione del rischio consente nel considerare  lo stesso alla luce dell’analisi effettuata e nel raffrontarlo con altri rischi al fine di decidere la priorità e l’urgenza del trattamento.

Al fine di rendere subito evidente la fattispecie oggetto di trattamento si è ritenuto di graduare convenzionalmente come segue i livelli di rischio emersi per ciascun processo:

valori di livello di rischio – intervalli

Classificazione del rischio

0

Nullo

Superiore a 0 ma inferiore a 5

Scarso

Superiore a  5 ma inferiore a 10

Moderato

Superiore a  10 ma inferiore a 15

Rilevante

Superiore a 15 ma inferiore a 20

Elevato

Superiore a 20

Critico

 

 

 

5.Interventi e misure di prevenzione e contrasto

Questo paragrafo è dedicato all’individuazione e valutazione delle misure organizzative che debbono essere predisposte per neutralizzare o ridurre il rischio. Relativamente alle singole misure preventive si evidenzia quanto segue:

  1. Adempimenti relativi alla trasparenza: considerato che la trasparenza è una misura fondamentale per la prevenzione della corruzione, è comunque assicurato uno stretto coordinamento fra il P.T.C.P. e il P.T.T.I.

Azioni da intraprendere: in ordine alle misure relative alla trasparenza si rinvia al P.T.T.I. allegato al presente piano.

  1. Informatizzazione dei processi: l’informatizzazione dei processi rappresenta una misura trasversale di prevenzione e contrasto particolarmente efficace dal momento che consente la tracciabilità dell’intero processo amministrativo, evidenziandone ciascuna fase e le connesse responsabilità.

Azioni da intraprendere: maggiore diffusione possibile dell’informatizzazione dei processi con riguardo al livello di  informatizzazione dei processi attuati nei diversi settori ed alla fattibilità e tempi, tenuto conto anche delle risorse finanziarie necessarie e disponibili.

  1. Rotazione del personale: l’Amministrazione, pur riconoscendo che la rotazione del personale addetto alle aree a più elevato rischio di corruzione rappresenta una misura di particolare rilievo nella strategia di prevenzione della corruzione, evidenzia che, in ragione delle ridotte dimensioni dell’Istituto e del numero delle figure amministrative e di responsabili di servizi, ognuno dei quali con competenze definite e formazione specifica, non è possibile nel triennio 2017/2019 procedere ad una rotazione delle figure per oggettivi impedimenti connessi alle caratteristiche organizzative.
  2. Meccanismi di formazione, attuazione e controllo delle decisioni idonei a prevenire il rischio di corruzione: normativa di riferimento è l’art. 1 comma 9 della legge 190/2012.

I provvedimenti emanati dall’Istituto sono Deliberazioni del Consiglio di Amministrazione e Determinazioni amministrative. I provvedimenti devono riportare la descrizione del procedimento svolto, richiamando anche tutti gli atti per arrivare alla decisione finale. In tal modo chiunque vi abbia interesse potrà essere a conoscenze dell’intero procedimento ed esercitare l’eventuale diritto di accesso agli atti. Le deliberazioni sono pubblicate sul sito dell’Istituto e all’Albo dello stesso.

Azioni da intraprendere:

Nella trattazione dell’istruttoria degli atti:

  • Rispettare l’ordine cronologico di protocollo dell’istanza, fatte salve le eventuali eccezioni stabilite  da disposizioni legislative/regolamentari;
  • Per consentire a chiunque, anche a coloro che sono estranei alla pubblica amministrazione, di comprendere appieno la portata di tutti i provvedimenti e per consentire a tutti coloro che vi abbiano interesse di esercitare con pienezza il diritto di accesso e di partecipazione, viene data indicazione a tutti i dipendenti di redigere gli atti in modo chiaro e comprensibile, con un linguaggio semplice;
  • Nella formazione dei provvedimenti, con particolare riguardo agli atti con cui si esercita ampia discrezionalità amministrativa e tecnica, in osservanza all’art. 3 della Legge 241/1190, motivare adeguatamente, con precisione, chiarezza e completezza tutti i provvedimenti di un procedimento. L’onere di motivazione è tanto più esteso quanto più ampio è il margine di discrezionalità;

Nell’attività contrattuale:

  • Rispettare il divieto di frazionamento o di innalzamento artificioso dell’importo contrattuale;
  • Ricorrere agli acquisti a mezzo CONSIP e/o del mercato elettronico della PA, nel rispetto di quanto previsto dalla vigente normativa;
  • Assicurare il confronto concorrenziale;
  • Vigilare sull’esecuzione di contratti di appalto/affidamento dei lavori, servizi e forniture, ivi compresi i contratti d’opera professionale, con applicazione, se del caso, delle penali, delle clausole risolutive e con la proposizione dell’azione per inadempimento e/o per danno.
  • I componenti le commissioni di gara e di concorso devono rendere, all’atto dell’accettazione della nomina, dichiarazione di non trovarsi in rapporti di parentela e/o di lavoro /o professionali con i partecipanti alla gara o al concorso, con gli Amministratori, con i Dirigenti/Responsabili  interessati alla gara o al concorso e loro parenti od affini entro il secondo grado.
  • I concorsi e le procedure selettive del personale si svolgono secondo le prescrizioni del D.Lgs. 165/2001 e del regolamento d’Istituto. Ogni provvedimento relativo a concorsi e procedure selettive è pubblicato sul sito istituzionale dell’ente nella sezione “amministrazione trasparente”.
  1. Monitoraggio dei comportamenti in caso di conflitto di interessi: l’art. 1, comma 41, della Legge 190/2012 ha introdotto l’art. 6 bis nella legge 241/1990 rubricato “conflitto di interessi”. La norma contiene due precisazioni:
  • E’ stabilito un obbligo di astensione per il responsabile del procedimento, il titolare dell’ufficio competente ad adottare il provvedimento finale ed i titolari degli uffici competenti di adottare atti endoprocedimentali nel caso di conflitto di interesse anche solo potenziale;
  • E’ previsto un dovere di segnalazione a carico dei medesimi soggetti.
  1. Conferimento e autorizzazione incarichi extra istituzionali: si applicano le specifiche disposizioni dettate in materia dall’art. 53 del D.Lgs. 165/2001 e del Codice di Comportamento dei dipendenti pubblici.
  2. Formazione del personale in tema di anticorruzione: la legge n. 190/2012 prevede la definizione di procedure appropriate per selezionare e formare i dipendenti destinati ad operare in settori particolarmente esposti al rischio corruttivo.

Azioni da intraprendere: formazione tecnica, attività formativa specifica destinata ai responsabili che operano nelle aree con processi classificati a rischio nel presente Piano.

 

 

6.Monitoraggio

Questa fase è finalizzata alla verifica dell’efficacia dei sistemi di prevenzione adottati e alla successiva messa in atto di ulteriori strategie di prevenzione. Essa è attuata dagli stessi soggetti che partecipano al processo di gestione del rischio. Ai sensi dell’art. 1, comma 14, della Legge n. 190/2012, il Responsabile della prevenzione della corruzione entro il 15 dicembre di ogni anno redige una relazione sull’attività svolta nell’ambito  della prevenzione e contrasto della corruzione e la trasmette al Consiglio di Amministrazione. La predetta relazione dovrà essere consultabile sul sito web dell’Istituto. Qualora il Consiglio di Amministrazione lo richieda, oppure il responsabile stesso lo ritenga opportuno, quest’ultimo riferisce direttamente sull’attività svolta.

7.Aggiornamento del piano

Il presente piano sarà aggiornato annualmente entro il 31 gennaio di ciascun anno o se necessario  anche in corso d’anno, in relazione ad eventuali adeguamenti a disposizioni normative e/o riorganizzazioni di processo e/o funzioni. 

 

Imperia 18/12/2017

 

Il Responsabile della Corruzione

     Dott.ssa Paola Piatti